EMISSARIO

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Le pendici del cratere che ospita il lago di Nemi celano un’importante opera di ingegneria idraulica: un emissario artificiale che risale probabilmente al V sec. a.C.. Questo stretto cunicolo, lungo 1.635 m e largo 80 cm, trapassa la parete del cratere e sbocca nella valle Ariccia. In questo modo, da un lato si impediva al livello del lago di superare una certo livello (a causa di abbondanti piogge o dell’attività vulcanica non sopita), proteggendo così le sponde ed il tempio di Diana, dall’altro si usava l’acqua che defluiva dall’emissario per irrigare la valle sottostante. L’emissario poi proseguiva a cielo aperto fino ad Ardea ed al mare. Per scavare l’emissario furono utilizzate due squadre di operai – si vedono ancora i segni dei loro picconi sulle pareti del cunicolo – che partendo dai due lati opposti della parete rocciosa, si ricongiunsero più o meno al centro del tracciato, con uno sfasamento minimo. Ha una camera d’ingresso in opus quadratum in peperino e un sistema di chiuse sorprendentemente efficace. Dopo secoli di disuso, l’emissario fu ripristinato negli anni Trenta per abbassare il livello del lago e recuperare così le navi di Caligola. Oggi è possibile visitarlo, utilizzando l’antica galleria di servizio che la fiancheggia per un tratto.

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