Nemi. Benedetto XVI, lunedì 9 luglio, ha visitato la Casa dei missionari Verbiti nel cuore di Nemi. Una residenza nella quale trascorse giorni importanti durante il Concilio Vaticano II quando, giovane perito dell'assise convocata da Giovanni XXIII, il teologo Joseph Ratzinger, insieme ad altri colleghi mise a punto il decreto conciliare sulla missione dal titolo “Ad Gentes” che, ha ricordato lo stesso Pontefice, «fu approvato quasi all'unanimità dai padri conciliari». «Sono veramente grato per la possibilità di rivedere dopo 47 anni questa casa a Nemi. Ne avevo un ricordo bellissimo, forse il più bel ricordo di tutto il Concilio», ha esordito. Ha ricordato che da perito conciliare abitava nel centro di Roma, nel Collegio di Santa Maria dell'Anima. «Ma stare qui nel verde, avere questo respiro della natura e anche questa freschezza dell'aria, era già una cosa bella - ha sottolineato -. E poi c'era la compagnia di tanti grandi teologi, con un incarico così importante e bello di preparare un decreto sulla missione». Del se stesso di allora ha parlato come di «un teologo senza grande importanza, molto giovane, invitato non so perché, ma era un grande dono per me». Prima di lasciare la casa per rientrare a Castel Gandolfo, Ratzinger ha ricevuto in dono dai padri missionari una statua lignea della Vergine proveniente da Bali e un'offerta per le opere di carità del Papa.
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