Alla scoperta dei luoghi sacri delle Colline Romane
L’area delle Colline Romane, famosa ed apprezzata per il suo vino e la sua gastronomia, nasconde un’anima spirituale legata a culti antichissimi. Un percorso è possibile, tra i più importanti edifici sacri di questa zona, per seguire un itinerario di fede, silenzi e meditazione. In una cornice naturale invidiabile, tra le mura della millenaria Abbazia di San Nilo, ha preso vita il più importante entro di cultura bizantina in Italia. Nel 1004, San Nilo, sfuggito all’oppressione saracena, ebbe in dono da Gregorio I un terreno sul quale il monaco calabrese edificò l’abbazia.
Le mura, i bastioni, i fossati, sono stati eretti, per difendere questo luogo sacro, da Baccio Pontelli per volontà del Cardinale Giuliano della Rovere, futuro Papa Giuliano II. Nel complesso dell’Abbazia si trova la chiesa romanica di Santa Maria, con i suoi splendidi mosaici. Nella zona in cui sorgeva la vecchia Albalonga oggi troviamo il convento di Palazzola. Il complesso è formato dalla chiesa romanica di S. Maria di Palazzola, costruita sulle rovine della villa romana da cui prende il nome, e dal convento, trasformato in un esclusivo collegio inglese, il tutto contornato dallo splendido paesaggio che si gode dal lago di Castel Gandolfo. Nei pressi del Tuscolo, sul versante che s’affaccia sulla Valle del Sacco, sorge l’Eremo dell’Ordine di Camaldoli. L’eremo, nato in seguito allo sviluppo della congregazione di San Romualdo, è stato fondato da Giovanni Angelo Frumenti, che scelse questa zona, proprio per la pace che questi luoghi emanavano. E ancora oggi ci sono monaci che decidono di ritirarsi in clausura qui per pregare e meditare. Nel luogo in cui Papa Silvestro veniva a confortare i cristiani perseguitati, in un’altura nei pressi di Montecompatri, è possibile visitare il convento di S. Silvestro, realizzato nel XV secolo da monaci lateranensi.
Il convento, nella sua pinacoteca, conserva opere di scuola caravaggiesca. Spostandoci verso la Valle dell’Aniene, seguendo le orme dei benedettini e dei Francescani, incontriamo il convento di San Cosimato a Vicovaro. In un luogo, già frequentato nel V secolo da eremiti in cerca di tranquillità, fu costruita intorno all’anno 500, sui resti, un oratorio dedicato al culto dei Santi Cosma e Damiano, primo nucleo della successiva chiesa. A fianco a questa c’è il monastero, che nel 1680 da convento benedettino divenne francescano. Il convento è legato alla leggenda secondo la quale i monaci di San Cosimato tentarono di avvelenare San Benedetto ma nel momento in cui il Santo benedì il calice questo miracolosamente si ruppe. Passando da un monastero ad un altro monastero ci spostiamo a Subiaco nell’Abbazia di Santa Scolastica, fondata da San Benedetto. Dall’originario oratorio del VI secolo la chiesa ha subito numerose trasformazioni fino all’ultima, realizzata da Giacomo Quarenghi alla fine del ‘700 che gli diede una forma neoclassica. Salendo ancora, si raggiunge il Monastero di San Benedetto, o Sacro Speco, che sembra fondersi con la roccia. Il complesso, infatti, ingloba due grotte collegate dalla scala santa: quella superiore dove il Santo si ritirò in preghiera per tre anni e quello inferiore dove riceveva i pastori.
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