ALLA SCOPERTA DELL'ANTICA OLEVANO ATTRAVERSO I PITTORI TEDESCHI DELL'800
I sentieri, le rocce spoglie, le querce nodose e il vecchio borgo rivivono attraverso l'arte

Situato al confine tra la Provincia di Roma e quella di Frosinone, arroccato sulle pendici del Monte Celeste, lo splendido borgo di Olevano Romano è stato per molti pittori tedeschi del XIX secolo meta prediletta, luogo ideale, da cui trarre la giusta ispirazione per le proprie opere. Ricco di boschi, dolci colline, e di una natura impervia e dominante, Olevano in breve tempo ispirò molti artisti, divenendo il punto di partenza e di riferimento della scuola Romantica e di Paesaggio Eroico, nota soprattutto all'estero a partire dal XIX secolo. Tra i numerosi artisti tedeschi che nel periodo affollarono il piccolo borgo laziale, quello che certamente più di tutti rimase folgorato dalla bellezza del luogo fu il tirolese Joseph Anton Koch che, di passaggio ad Olevano, se ne innamorò perdutamente rinunciando addirittura a proseguire il viaggio. Ospite della famiglia Baldi, per un lungo periodo, Koch oltre ad avere una profonda ammirazione per il paesaggio olevanese, iniziò ad apprezzarne anche gli abitanti tanto da decidere di prendere in moglie Cassandra Ranaldi, una giovane del posto. Diverse le opere realizzate dall’artista durante il suo lungo soggiorno laziale, come quella della veduta di Olevano da nord, realizzato con penna nera su matita nel 1823. Nell’opera, il piccolo borgo olevanese sembra quasi ingoiato da una natura forte e selvaggia, mitigata soltanto dalla presenza di capre da pascolo, pastori che mungono e una donna che sfama due pargoli. Sulla scia di Koch, molti pittori tedeschi decisero di raggiungere Olevano, così i sentieri, i villaggi in pietra arroccati sulle cime scoscese, il Monte Serrone, i Monti Ernici e quelli Prenestini, le rocce spoglie, le gole e le querce nodose, rimasero impressi in numerose opere. Ne è un esempio il Sentiero incassato al di sopra di Olevano realizzato da Heinrich Reinhold e datato 1822: un meraviglioso scorcio di paesaggio, in cui l’elemento dominante resta la prorompente natura impervia del luogo. Molto interessante, inoltre, il dipinto del Temporale sul Monte
Serrone presso Olevano di Ludwig Richter del 1830: un’acquaforte che evidenzia tutta la forza maestosa di un temporale improvviso che sorprende alcuni pastori e donne impegnati nelle fatiche quotidiane del lavoro. Più attenti, invece, al borgo e alla struttura urbanistica del paese Friedrich Olivier che nel disegno a matita del 1819 propone, grazie al tratto leggero ed estremamente sottile, una rappresentazione smaterializzata della realtà al cui centro colloca la chiesa di San Rocco. Notevoli, inoltre, la Veduta di Olevano da sud-est di Franz Honry che, nel 1822, realizza con matita, penna e inchiostro grigio aquerallato uno splendido scorcio architettonico del paese; la rappresentazione datata 1840 dell’edicola sacra a San Rocco nel bellissimo schizzo ad olio di Rudolf Lehmann; la Rocca di Olevano verso est dell’architetto e paesaggista Anton Hallmann autore del disegno realizzato nel 1841 a matita lavato marrone e grigio; ed infine lo splendido acquerello del 1853 di Arthur Blaschnik raffigurante l’edicola e la chiesa di San Rocco rapiti in una calda mattinata estiva. L’elenco delle opere e degli autori tedeschi legati ad Olevano sarebbe troppo lungo da trattare, ma il legame dei pittori tedeschi con questo meraviglioso luogo fu davvero intenso al punto da spingere nel 1873 alcuni artisti ad acquistare il bosco della Serpentara. Oggi, insieme al bosco, sono proprietà del Governo tedesco anche Villa Serpentara e Casa Baldi, che ospitano sia l'Accademia di Belle Arti di Berlino sia l'Accademia Tedesca di Villa Massimo. A testimoniare questa singolare passione dei pittori tedeschi dell’800 per Olevano Romano, il bellissimo Museo- Centro Studi sulla Pittura di Paesaggio Europea del Lazio, inaugurato nel 1997. Accanto alle mostre e ai convegni internazionali di cui si fa carico, il complesso museale possiede una splendida raccolta di acqueforti di Joseph Anton Koch (1768-1839), i disegni e le litografie di Friedrich Salathé, Anton Hallman, Karl Lindemann-Frommel, Franz Drebere, Franz Gustav Arndt, le opere degli anni venti e trenta del Novecento di Walter Strich-Chapell (1877-1960) e Franz Helmut Becker (1894-1952), esponenti del movimento della Neue Sachlichkeit, e di Heinz Hindorf (1909- 1990), al quale il museo dedica un’intera sala, con opere che ritraggono il paesaggio e la gente della cittadina laziale. Un paese ed un territorio, dunque, quello di Olevano Romano da conoscere e riscoprire grazie a queste splendide opere, testimoni di un passato non troppo lontano.
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