LA GASTRONOMIA DELLE COLLINE ROMANE
Una nuova risorsa turistica
Immergersi in realtà che rispecchiano la vera essenza dei luoghi da visitare, questo ciò che chiede una clientela turistica sempre più esigente, differenziata e attenta alla qualità della vita. Itinerari enogastronomici da affiancare ai classici pacchetti che racchiudono arte, natura e folklore. Il particolare tipo di turismo legato al vino e ai prodotti tipici rappresenta da tempo uno dei settori più ricchi di futuri sviluppi nel panorama generale del turismo, costituendo una voce fondamentale dell’economia di molte regioni italiane ed europee. Lo sviluppo e la promozione di un intero territorio omogeneo per qualità e caratteristiche dei prodotti tipici e la "zonazione", per quanto riguarda i vini, sono gli elementi cardine su cui ruota l’enoturismo. E’ in questo ambito che assume un’importanza primaria la tradizione vinicola e gastronomica del territorio delle Colline Romane. Al giorno d’oggi finalmente si é compreso che il vino e le ricette culinarie costituiscono degli elementi importanti della cultura di un dato territorio al pari delle tradizioni artigianali e delle opere d’arte realizzate in ambito locale. La particolarità dei vini dell’area delle Colline Romane consiste nella loro provenienza da terreni vulcanici (l’area dei Castelli Romani, in particolare, comprende i laghi vulcanici di Nemi e di Albano) ricchi di potassio che favorisce la produzione di zuccheri e nella posizione dei vitigni su colline che godono di un’ottima insolazione. La coltivazione della vite è antichissima e risale all’epoca romana. Lo dimostrano le numerose leggende di origine pagana come quella che narra del dio Saturno che, scacciato dall’Olimpo dal figlio Giove, si rifugiò ai Castelli Romani per insegnare la viticoltura a Giano. Molti furono gli illustri degustatori dei preziosi vini dell’area: fra questi Giulio Cesare che possedeva una villa a Nemi e Cicerone che trascorreva le vacanze al Tuscolo. Marco Porcio Catone, nativo del Tuscolo, scrisse il "De Agricultura" con la descrizione dei diversi tipi di terreno adatti alla coltivazione della vite. Ancora oggi l’antica vocazione vitivinicola dell'area prosegue evolvendosi nella ricerca di innovazioni nello studio dei terreni, nelle tecniche di coltivazione e di lavorazione del vino, dimostrando da qualche anno una capacità di netta ripresa qualitativa. Ogni stagione ai Castelli riserva sorprese culinarie ma soprattutto nel periodo più ricco dell’anno, la primavera, ci sono le sagre, le feste paesane e nel profumo fresco che già preannuncia l’estate si può assaporare un bel bicchiere di vino, simbolo genuino dei colori e dei sapori della vecchia cultura contadina.
Per info su tour enogastronomici www.collineromane.it Tel. +39 06 94549045
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