SANTUARIO DI DIANA NEMORENSIS

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Santuario di Diana Nemorensis

Il Tempio di Diana sorgeva immerso nel bosco sulle sponde del lago di Nemi, lo specchio di Diana, un luogo sacro per gli antichi. Insieme al tempio di Giove sul vicino monte Albano, questo santuario era il massimo centro religioso e politico della Lega Latina. Il santuario si sviluppava su un’area di oltre 5.000 mq., sottostante l’attuale paese di Nemi. Un vasto terrazzamento artificiale sosteneva due portici, uno con colonne intonacate di rosso, l’altro con colonne di peperino grigio. Sul lato a monte, grandi nicchie semicircolari accoglievano eleganti sculture; poco lontano, un teatro. Tutt’intorno si articolavano numerosi ambienti di servizio. Di tutta questa struttura sono ancora oggi visibili una parete con le grandi nicchie, una parte del pronao con l’altare votivo ed alcune colonne. Il Tempio di Diana fu abbandonato con l’avvento del Cristianesimo, spogliato dei marmi e delle decorazioni e, come gran parte degli edifici antichi, utilizzato come cava di materiale da costruzione già pronto per l’uso. Il bosco, pian piano, lo ricoprì del tutto. A partire dal XVII secolo, scavi condotti da appassionati e studiosi riportarono alla luce numerosi reperti, molti dei quali furono venduti a collezionisti ed istituzioni straniere e si trovano oggi nei musei delle più importanti città europee.

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