TEMPIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA

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Tempio della Fortuna Primigenia

Praeneste (l’odierna Palestrina) era una città importante ben prima dell’ascesa di Roma, come dimostrano le poderose mura poligonali del VII sec. a.C. che a tratti ancora cingono l’antico abitato e l’acropoli sovrastante (oggi Castel San Pietro). Fondata secondo mito da Telegono figlio di Ulisse e Circe, si ritiene che le sue origini risalgano addirittura alla seconda metà del II millennio a.C. La sua fama e potenza erano in gran parte dovute alla presenza del grandioso Tempio della Dea Primigenia. Il complesso risale alla fine del II sec. a.C., quando le ricche famiglie prenestine monumentalizzarono l’antico tempio ispiratosi a modelli ellenistici, andando ad occupare tutta l’area dell’attuale centro storico di Palestrina. Si articolava in sette livelli che si stendevano sul versante del monte, sostenuti da terrazzamenti sovrapposti collegati fra loro da ampie rampe e scalinate, in particolare al piano detto “degli emicicli”, ornato da uno splendido porticato, si trovava il pozzo da cui venivano estratte i responsi (“sorti”) dell’oracolo prenestino. Si dice che qui la notte ardesse una fiamma visibile persino dal mare. L’ultimo livello era costituito da un teatro racchiuso da una grande esedra porticata sormontata da tempietto circolare che coronava l’intero santuario. La cella che custodiva la statua della dea Fortuna. La città medievale di Palestrina si sovrappose ed inglobò le strutture del santuario, fino ad occluderlo quasi completamente. Tuttavia la fama di questa meraviglia architettonica non si spense. Basti ricordare che il Monumento a Vittorio Emanuele II, in Piazza Venezia a Roma, fu progettato ispirandosi proprio all’antico santuario di Praeneste. Il santuario fu “liberato” dai bombardamenti del 1944. Fu l’ultima delle distruzioni che la città di Palestrina ebbe a subire nel corso della sua storia plurimillenaria, ma grazie ad essa oggi possiamo ammirare le vestigia di questa monumentale costruzione.

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