VILLA BARBERINI

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Villa Barberini

Questa villa fu creata da Taddeo Barberini, nipote di Urbano VII, che intorno al 1630 acquistò prima i terreni che corrispondevano ai terrazzamenti principali dell'antica villa di Domiziano e poi la proprietà di monsignor Scipione Visconti. L'originario palazzetto del Visconti fu quindi ampliato e trasformato, forse dal Bernini. Sulla facciata d'ingresso campeggiano le api Barberini, mentre sul cornicione della facciata rivolta verso il mare c'è ancora lo stemma Visconti (un biscione). Quando lo stato pontificio fu annesso al nuovo Regno d'Italia, nel 1870, il papa rifiutò di riconoscere la nuova posizione della Chiesa e si ritirò in Vaticano. Castel Gandolfo tornò ad essere residenza estiva dei papi dopo i Patti Lateranensi del 1929. Il Vaticano decise allora di acquistare anche Villa Barberini. L'attuale impianto del parco della villa risale a questo periodo. Le tre ville pontificie vennero poi unite fra loro: villa Barberini e villa Cybo con un cavalcavia, villa Cybo al Palazzo Pontificio con una loggia che passa sopra l'arco della cinquecentesca porta Romana. Nel parco di Villa Barberini si trova il teatro della villa di Domiziano, con capitelli e trabeazioni finemente scolpite con motivi vegetali. Ci sono anche alcuni ninfei e, a quota più bassa, un grandioso criptoportico (in origine lungo 300 metri, di cui sono rimasti la metà), uno dei monumenti più importanti dell'età romana. Su di esso poggia un enorme terrazzamento con vista fino al mare. Il parco comprende anche un grandioso giardino all'italiana, moltissime essenze mediterranee ed uno splendido viale delle rose. A tutto ciò si aggiunge la fattoria che rifornisce la tavola del papa di ogni sorta di prodotto agricolo.

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